Mario Poker Lens / Vol. 3
Ci sono due modi opposti di non vincere dei tornei di poker e li metto a nudo nel terzo volume di Mario Poker Lens: da un lato un gioco troppo aggressivo che cerca fold equity dove non c'è; dall'altro un gioco troppo chiuso che si lascia mangiare dai bui e non allena mai i muscoli del postflop. Due approcci agli estremi che condividono lo stesso destino: essere eliminati da un torneo che si sarebbe potuto vincere. In questo videocorso di poco più di 4 ore vediamo cosa succede mano dopo mano.
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Se il tuo grafico Sharkscope ha una linea che oscilla, non sale, e ogni tanto ti regala un piazzamento buono che poi non replichi mai, il problema quasi sempre non sono i solver.
Il problema è che ripeti lo stesso identico gioco torneo dopo torneo. E quel gioco appartiene quasi sempre a una di queste due categorie.
Apri largo, 3-betti, cerchi la fold equity. Quando funziona ti porta chips. Ti senti in controllo.
Poi arrivano i piatti multiway al 5 euro dove nessuno folda. Punti al flop, punti al turn, spingi la bet river con asso alta e ti pagano con dama 8.
Arrivi in pre-tavolo finale con 15 bui invece che con 50, ti prendi la patata bollente di un all-in senza logica per uscire dalla morsa e chiudi il torneo alla mano 268 di 504.
Non ti prendi rischi. Foldi asso 9 offsuit, foldi 10-9 suited, aspetti mani forti che ti diano il diritto di giocare.
I bui salgono, lo stack scende, arrivi a 20 bui senza aver mai giocato un flop postflop. Quando finalmente ti arriva KK sculi un all-in e torni a 40. Ti impigrisci di nuovo, riscendi.
Arrivi a premio anche spesso, ma non fai mai primo, secondo, terzo. Il gioco non ti porta lì. Sculi solo la sopravvivenza.
Due strade opposte. La stessa fine: fuori dal torneo senza mai aver avuto stack per giocarsi il piatto grosso.
Il primo shock che devi accettare è questo: se guardi un torneo in cui hai giocato bene 100 mani e ne perdi uno in cui hai giocato bene 500, la differenza non è nel gioco. La differenza è nella fortuna che hai avuto nel primo.
Il tuo gioco è lo stesso. Emerge nel volume, non nel singolo caso. Se nel torneo lungo il tuo pattern ti taglia le gambe, nel torneo corto lo faceva ugualmente, ma non hai avuto il tempo di vederlo.
Il pattern è quasi sempre uno di questi due estremi (o l'oscillazione fra i due, che è ancora peggio perché non sai mai dove ti trovi).
Se sei aggressivo, applichi in modo automatico un principio corretto (sfrutta la fold equity) in un contesto sbagliato: i tornei da 5, 10, 15 euro sono piazze di calling station. Chi difende con jack 3 al piccolo buio non ti folda a un check-raise. La tua bet ben costruita diventa una bet a perdere. In un torneo così ne servono 7 identiche per bruciare 20 bui che poi ti mancano al pre-tavolo finale.
Se sei chiuso, applichi un principio conservativo (proteggi lo stack) al momento sbagliato: nelle fasi iniziali quando ne hai 100 di bui, non nelle fasi finali dove serve. Salti le mani speculative che si giocano con matematica positiva, non alleni il postflop, arrivi al tavolo finale che è la prima volta della sessione in cui affronti una scelta non banale. E ti blocchi.
In entrambi i casi il torneo finisce prima che tu sia realmente arrivato a giocartelo. Il primo, secondo, terzo posto lo vedi col binocolo. Perché quel posto lo raggiungi solo se lungo la strada hai raccolto le chips medie con cinquanta piccole decisioni giuste, non aspettando le tre mani forti che ti arrivano in 300 mani.
Studiare i tuoi tornei da solo ha un limite strutturale: se guardi le tue mani con la stessa testa che le ha giocate, vedi le stesse cose. Le decisioni che hai preso ti sembrano ragionevoli. Le mani che non hai giocato non ti tornano in mente perché non le hai giocate.
Il pattern che ti condanna è invisibile a te.
Il salto vero avviene quando guardi mani vere di un altro giocatore appassionato come te, giocate ai tuoi buy-in, analizzate da chi vede il pattern.
Perché? Perché il gioco degli altri appassionati assomiglia al tuo molto più di quanto pensi. Ne guardi 200 mani e vedi come si sviluppa la logica dei due estremi. Vedi il momento esatto in cui l'aggressivo trasforma una mano positiva in un pozzo. Vedi il momento esatto in cui il chiuso sceglie di non giocare 10-9 suited al cutoff e capisci che quella scelta gli costerà il torneo tre ore dopo.
E la volta successiva che ti trovi nella stessa mano, ti riconosci. Cambi. Non perché hai imparato una regola, ma perché hai visto le conseguenze prima che accadessero a te.
Se è la prima volta che ne senti parlare, ecco cos'è. Prendo tornei realmente giocati da appassionati come te, li apro mano per mano nel replayer, e li commento a voce sopra il video mentre scorre. Ogni volume è un'uscita a sé, con un tema centrale suo. Il Vol.3 è la terza uscita.
Non è un corso di teoria. Non ci sono grafiche solver, non ci sono tabelle GTO da imparare a memoria. Ci sono mani reali giocate da persone come te, in tornei ai buy-in che giochi tu, con me che parlo a voce sopra la mano mentre scorre.
Ti mostro cosa ha fatto il giocatore. Ti mostro cosa penso io. Ti mostro le due o tre strade alternative che aveva. Ti spiego perché una di quelle valeva 8 bui in più al pre-tavolo finale, e perché quegli 8 bui a quel punto del torneo pesano dieci volte di più che nelle prime cento mani.
Il Vol.3 apre le lezioni sul tema centrale che condanna la maggior parte degli appassionati nei tornei. Da un lato il giocatore aggressivo che forza il gioco su calling station che non foldano, brucia stack in bet a perdere, si trova con 15 bui in pre-tavolo finale invece che con 50. Dall'altro il giocatore chiuso che salta 20 mani speculative a torneo, non allena mai il postflop, si mangia i bui fino allo showdown finale, arriva a premio anche spesso ma non fa mai primo, secondo, terzo.
Analizzo 4 tornei realmente giocati (5€ knockout, 5€ mystery bounty, 10€ freezeout, 5€ knockout con Shippo Matrix) dall'early stage al tavolo finale. Ogni mano è ancorata al concetto pilastro che serve per non rifare lo stesso errore la volta successiva. Il volume include anche i primi elementi di Shippo Matrix: la cornice delle 5 bussole (soldi, mano, genetica, postflop, mentale) applicata alle mani di gestione dello stack medio, dove il torneo si vince o si perde.
Il corso è 100% calato nella pratica di mani giocate. Ti immergi in situazioni reali sui due estremi che condannano gli appassionati, filtrate dal mio ragionamento e dal mio metodo per i tornei. Tecnica, tattica, concetti pilastro da seguire in tutte le mani e in tutte le fasi.
Mi chiamo Mario, conosciuto ai tavoli come Kheldar2010. La mia carriera nel poker vive tre dimensioni distinte che si intrecciano.
Dal 2011 ho giocato oltre 27.000 tornei.
Dal 2020 sono tornato ai ritmi da appassionato: 1.300 tornei in 4 anni. Oggi combatto la tua stessa battaglia contro la varianza e contro i regular sempre più solverizzati, ma con un grafico che viaggia in una direzione chiara.
Sono stato professionista, oggi gioco come un appassionato. So cosa significa grindare di notte e perdere tutto a 20 left.
Oggi traduco i concetti dei pro per renderli accessibili a chi gioca per passione. Dal 2024 aiuto gli appassionati a spostare il loro poker sui binari per il tavolo finale con il corso Shippo.
Laureato in psicologia (ottobre 2025).
Studio i meccanismi cognitivi dietro le decisioni al tavolo. Non insegno poker come sequenze tecniche: lavoro sul cervello che le esegue.
La vittoria di Alfredo al Main Event Galactic Series di settembre 2021 per 45.000 euro resta lo shippo più importante della scuola. Ma non è l'unica: i corsisti che seguo si sono piazzati live e online in moltissime occasioni speciali (Icoop, Winter, Scoop), e i piazzamenti quotidiani che mi arrivano sulle chat private sono quelli di cui vado più orgoglioso.
Cosa ricevi: Mario Poker Lens Vol.3, videocorso di 4 ore di videoanalisi su tornei realmente giocati che affrontano due poli opposti del gioco da torneo: il gioco troppo passivo e il gioco troppo aggressivo.
Accesso: a vita. Compri una volta, ti resta per sempre nella tua libreria. Lo guardi al tuo ritmo, quando vuoi, quante volte vuoi.
Sì. Ogni volume di Mario Poker Lens è a sé. Il Vol.3 ha un tema centrale suo (aggressivo o chiuso, la stessa fine) che si segue senza aver visto i precedenti. I volumi precedenti non sono acquistabili direttamente.
Sì, e forse ancora di più. I tornei da 5 euro analizzati dentro contengono dinamiche identiche a quelle dei 2-3 euro (calling station diffuse, chi non folda per principio, mystery bounty che richiedono profilo di rischio). I concetti scendono e salgono di stake in modo naturale.
No. I 4 tornei analizzati vanno dai 5 ai 10 euro, ma i pattern che emergono (aggressivo che forza dove non c'è fold equity, chiuso che salta le mani speculative, ciclo della morte, gestione dello stack medio) valgono identici a salire di buy-in. Salendo di stake il gioco tecnico degli avversari si raffina, ma le dinamiche tattiche che ti condannano restano quelle. Se guardi un player da 5€ sbagliare, riconosci il tuo stesso pattern giocato a 30€.
No. Shippo è il corso strutturale (30h, sistema completo). Mario Poker Lens è la videoanalisi che ti fa vedere applicati i concetti su mani vere. Vol.3 in particolare introduce i primi elementi di Shippo Matrix, la cornice delle 5 bussole applicata alla gestione dello stack medio, che non è dentro Shippo Foundations.
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